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| COVER ORIGINALE |
Da quando Wendy Everly ha scoperto la verità su di
sé – essere una changeling scambiata alla nascita – sa che la sua vita è
destinata a trasformarsi, ma ancora non immagina fino a che punto la
spingeranno gli eventi. I Vittra, popolo nemico dei Trylle, non si
fermeranno davanti a niente pur di sottrarre Wendy alla sua famiglia.
Così, con una guerra sempre più imminente, l’unica speranza per Wendy di
salvare il mondo dei Trylle è quella di imparare a usare i poteri di
cui è dotata e di sposare un uomo che sia di stirpe nobile come lei. Ma
questo significa abbandonare sia Finn, la sua affascinante guardia del
corpo, che Loki, un principe Vittra per il quale prova un’attrazione
sempre più irresistibile. Divisa tra i sentimenti e l’appartenenza alla
sua gente, tra amore e dovere, Wendy è posta di fronte a una scelta
delicata e rischiosissima, che potrebbe costarle la perdita della
libertà.
Cosa penso:
Contrariamente a tutte le mie aspettative – davvero, davvero pessime – dovute
a un inizio serie al quanto gelido – per usare un eufemismo – devo ricredermi sul suo seguito, dove, con questo secondo libro,
FINALMENTE
si inizia ad avvertire sin dalle prime pagine una sorta di gradevole
tepore e man mano che si procede con la lettura la temperatura va
aumentando, fino al raggiungimento finale di un vero e proprio fuoco.
Dopo questa strana e al quanto…
strana? - si lo so, l’ho già detto – escalation climatica, andiamo al nocciolo della questione:
se con “Switched” avevo preso una grossa cantonata - colpa di un inutile ed esagerato oltre ogni limite,
secondo me
, successo mediatico e della grossa pubblicità che ne è stata fatta -
risultando una grandissima cavolata, con “Torn” si assiste ad un vero e proprio salto di qualità.
Gli eventi riprendono esattamente là dove si erano interrotti con
“Switched”:
Wendy,
protagonista e voce narrante, che è scappata da Forening, la città dove
risiedono tutti i Trylle e la madre, nonché regina, di Wendy, dopo
l’ennesimo attacco da parte dei
“Vittra”
, fazione rivale dei Trylle -
Trylle: termine tecnico nonché snob per definite gli altrimenti detti Troll - con il suo
mansking
, ovvero il suo sostituto “di culla”,
in mancanza di un termine migliore,
Rhys per ritornare nella “sua famiglia ospite” e soprattutto dal fratello
Matt.
Ma non ci sarà il momento per rilassarsi, perché appena messo piede in casa,
primo rischierà di essere riportata indietro da
Finn, suo cercatore, anzi “suo ex-cercatore”, e suo “spasimante impossibile”, anzi “suo ex-spasimante impossibile”,
in mancanza di un termine migliore, e poi da un tale
Duncan Janssen promosso neo-cercatore di Wendy;
secondo verrà prima picchiata fino allo svenimento e poi rapita dai Vittra… tra loro un gran bel ragazzo che risponde al nome di
Loki…
Ohhh, Loki!!!
Scusate mi sono lasciata prendere un po’ -
per usare un eufemismo.
E
sarà proprio dalla comparsa di questo bellissimo Vittra, Loki per
l’appunto, che l’aria inizia veramente a cambiare divenendo man mano
sempre più calda… tanto per ritornare alle metafore meteorologiche.
Non vado oltre, voglio che questo libro sia per voi una totale sorpresa così come lo è stato per me.
E
credetemi, mi ha stupito in positivo, e se pensate, o ricordate, a
quanto mi abbia fatto indispettire, e sbuffare, e incavolare, e, sì
anche questo,
annoiare “Switched”, allora capirete che gran salto di classe che ci sia stato tra il primo e il secondo libro.
Non nego che ci siano state della
“Wendiniate”*,
in mancanza di un termine migliore, o meglio
“Hockingniate”**, sempre
in mancanza di un termine migliore, alla
“Switched”:
tanto per farci capire e, soprattutto, per non farci dimenticare che la
Hocking è la stessa scrittrice di entrambi i libri – e su questo
concetto tra poco ci ritornerò – c’erano certi momenti che le sparava
davvero grosse includendo nei dialoghi, o rendendo i dialoghi stessi,
assurdità colossali, spesso banali e puerili, portandomi a sbuffare e/o
ad alzare gli occhi al cielo.
In certi momenti Wendy mi ha fatto
veramente vergognare di appartenere al gentil sesso: spesso frignona e
infantile, soprattutto, anzi se non solo con Finn…
Bà… sarà che ho passato i diciassette da un pezzo, ma io non mi ricordo affatto di essere stata così… così…
insomma COSI’!!!
Ma insomma! Un po’ di dignità, ragazza! E che cavolo, ma non
dargliela vinta sempre, qualche volta mandalo volentieri a quel paese
.
Cosa talaltro che è avvenuta… lo so, piccolo spolier… shhh!!!
Quando poc’anzi ho usato l’espressione
“tanto per farci capire e, soprattutto, per non farci dimenticare che la Hocking è la stessa scrittrice di entrambi i libri”, volevo sottolineare il fatto che
in certi momenti “Torn” dava la GRADITA impressione di essere stato scritto da tutt’altra persona.
Cos’è? Una specie di maturità artistica della Hocking? Una strana forma di “blanda possessione” da parte di un’entità sovrannaturale che le ha inferto una sana dose di creatività?
Comunque, qualunque cosa essa sia, la ringrazio profondamente perché
“Torn” MI E’ PIACIUTO!!!
Ci sono stati parecchi colpi di scena, parecchie rivelazioni scottanti, parecchie
dichiarazioni scottanti, parecchi attacchi di
bruciante gelosia dovute alle suddette
dichiarazioni scottanti…
insomma un totale stravolgimento di trama che mi ha lasciato
piacevolmente colpita e in trepidante attesa del suo, nonché ultimo,
seguito…
… non potete nemmeno immaginare quanto io lo attenda.
GLOSSARIO DEI TERMINI TECNICI USATI IN QUESTA RECENSIONE:
* “Wendiniate” :
espressione da me or, ora coniata per intendere con una sola parola la
più nota espressione, nonché più corretta… e qui non ci piove,
“cavolate sparate alla Wendy”;
**“Hockingniate”: come sopra, ma sostituite
“cavolate sparate alla Wendy” con
“cavolate sparate alla Hocking”.
Spero che questa recensione piena di
“Blakeniate” ;-D, vi sia stata utile…
Non mi resta che congedarmi da voi con un sonoro e deciso…
CONSIGLIATO!!!
L'ho letto il... 7 Giugno 2012
GIUDIZIO:
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