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martedì 21 settembre 2010

RECENSIONE: SCELTI DALLE TENEBRE

"Scelti dalle tenebre" di Anne Rice:

"Sono il vampiro Lestat. Sono immortale. Più o meno. La luce del sole, il calore di in fuoco intenso... ecco, potrebbero annientarmi. O forse no... Ora sono ciò che l'America chiama una superstar del rock." Lestat de Lioncourt è tra noi, oggi, musicista rock adorato da migliaia e migliaia di fan. Ma le origini della sua storia sono lontane, perse in un vortice di epoche e luoghi, di incontri, apparizioni e misteri. Da Parigi a Venezia, dalla Sicilia al Cairo, una traccia scarlatta ricorda il passaggio del vampiro Lestat... e la sua vita è una lunga avventura, di passione, di sangue, di piacere e di orrori. Questo libro ne racconta la storia.



*** Attenzione:
di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

Cosa penso: 
VAMPIRO... VANITA' E' IL TUO NOME
CHE FATICA!!!
Ho impiegato un bel pò a finire questo libro e no per puro diletto, ma per pura difficoltà.
Ritroviamo l'elemeto descrittivo, già presente in Intervista col vampiro, e molta, ma molta, ma mooooooooolta filosofia: 'sto libro è stato un continuo filosofeggiare, che si è perso solo nell'ultima parte.
L'inizio è molto coinvolgente, forse perchè la storia parte dall'era moderna e quindi la Rice, forse, si è voluta attenere al ritmo che di più la caratterizza: la frenesia, la velocità.
Poi, Lestat, inizia a narrare la sua storia, di come divenne vampiro e tutte le sue avventure successive: i dolori, gli incontri e degli amori perduti e ritrovati; quindi il lettore si trova catapultato alla fine del '700 e qui il ritmo cala decisamente; ci sono tutte le conversazioni tra Lestat e Nicolas, pagine e pagine di discutere sul perché di questo e sul perché di quello, perché avviene una cosa al posto di un'altra.
Ora io dico, ma i giovani a vent'anni non fanno altro che filosofeggiare??? Vabbè che era un'epoca diversa e diversa era l'educazione impartita e quant'altro, ma è mai possibile che a quei due passavano solo quei tetri e intrigati pensieri???
Poi Lestat viene trasformato e che cose succede???
Altre domande, altri quesiti e altri pensieri assurdi che mi hanno indotto in stati comatosi.
E poi siamo all'epilogo, ritorna il 21° secolo e i ritmi sfrenati che lo caratterizzano e il filosofeggiare quasi si estingue: forse vuol dire che questo periodo è più frivolo del 18° secolo???, e di conseguenza il ritmo gambia nuovamente e il tutto si velocizza.
A parte questi piccoli intoppi, la storia mi è piaciuta e nonostante sia un romanzo risalente alla fine degli anni '80 è molto moderno e originale e non cade nel banale come la maggior parte degli altri racconti che ci sono in giro ai nostri giorni.
Lestat, è unico: è molto vanitoso e il fatto di diventare un vampiro ha accresciuto questo suo stato d'animo, questo suo sentimento verso se stesso; è un uomo/vampiro dotato di grande amore: amore per la madre (che arriva pure a trasformare); amore per Nicolas (poi tramutato in un sentimento contrastante: amore/odio); amore per Luis, per Marius, per la piccola Claudia e per l'arrogante Armand. Mi ha divertito davvero molto...
E poi tutti gli altri: Nicolas, che mi è sembrato sempre ragazzino, invidioso dell'amico anche, se non soprattutto, dopo che aveva ricevuto il "Dono Oscuro"; la spensieratezza di Gabriel, che si affacciata alla sua nuova vita con gaiezza e curiosità quasi infantili (in senso positivo); Armand, l'odioso, con la sua paura per le novità; Marius, il filosofo, con l'amore per la vita/non vita e per la cose nuove (molto simile a Lestat su questo punto di vista); e infine Akasha ed Enkil bellissime e affascinati statue di carne, con la lora inerzia e spietatezza muta.
Un coktal di personaggi, di epoche e di storie che hanno reso Scelti dalle tenebre un romanzo unico e bello
.
L'ho letto il... 16 Settembre 2010
GIUDIZIO:

4 commenti:

  1. hai davvero una bella libreria complimenti a presto !!! passa pure da me se vuoi .. sei la benvenuta ^^

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  2. Grazie accetto volentieri l'invito

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  3. La Rice ha un suo stile, o piace o non piace. Io sono tra quelli che lo adorano e vorrebbero leggere continuamente libri scritti con tale profondità e bellezza. Ma non a tutti piace, molti preferiscono i libri più sintetici con meno poesia e filosofia ma più azione.
    Nel genere Vampiri è, a mio parere, la migliore, la scrittrice che è andata più a fondo nella psicologia di questa creatura della narrativa horror-gotica dandole forma, creando la figura del non-morto immortale romantico e decadente che è ormai nell'immaginario di tutti, anche di coloro che non l'hanno mai letta.

    E' semplicemente geniale.

    Saluti :)

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  4. Persefone la penso esattamente come te: la Rice è geniale!!!

    All'inizio ho trovato il suo modo di scrivere leggermente prolisso, ma dopo che ci si fa l'abitudine non vorresti che la storia finisse mai...
    E' pura poesia.

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