"In trappola al Gil's Dinner" di A. Lee Martinez:
Benvenuti al Gil's All Fright Diner, dove gli attacchi zombie sono frequenti e nessuno sa cosa si nasconde nel freezer...
Duke ed Earl sono solo di passaggio nella Contea di Rockwood, quando sostano al Gil's Diner per mangiare un boccone. I ragazzi non hanno intenzione di restare, almeno fino a quando Loretta, la corpulenta titolare del ristorante, non offre loro 100 dollari per sbarazzarsi degli zombie che ogni notte tentano di entrare nel suo locale. E dato che Duke è un licantropo ed Earl un vampiro, per i due squattrinati viaggiatori la proposta sembra una ghiotta opportunità di fare cassa.
Ma i
morti viventi sono solo la punta dell'Iceberg. Qualcuno infatti pare
voglia mandare via Loretta dal Diner, con la chiara intenzione di aprire
le porte dell'inferno. Prima che Earl e Duke arrivino in fondo al
mistero, dovranno vedersela con un'infinità di 'complicazioni'
sovrannaturali, tra i quali: bovini zombie, un fantasma innamorato, una
strega minorenne e il terrificante potere occulto del Pig-Latin.
E forse – solo forse – anche la fine del mondo.
Scabroso, emozionante ed esilarante, In trappola al Gil's Diner vi solleticherà le braccia... prima di strapparvele via di dosso.
Duke ed Earl sono solo di passaggio nella Contea di Rockwood, quando sostano al Gil's Diner per mangiare un boccone. I ragazzi non hanno intenzione di restare, almeno fino a quando Loretta, la corpulenta titolare del ristorante, non offre loro 100 dollari per sbarazzarsi degli zombie che ogni notte tentano di entrare nel suo locale. E dato che Duke è un licantropo ed Earl un vampiro, per i due squattrinati viaggiatori la proposta sembra una ghiotta opportunità di fare cassa.
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| COVER ORIGINALE |
E forse – solo forse – anche la fine del mondo.
Scabroso, emozionante ed esilarante, In trappola al Gil's Diner vi solleticherà le braccia... prima di strapparvele via di dosso.
Cosa penso:
È proprio vero… questa è “l’era degli zombie”.
La Delos Books, ci riprova per la terza volta… e per la terza volta fa centro.
Gente, quanto ho riso con questo libro…
Infatti, è con toni umoristici che A. Lee Martinez ci presenta la sua storia.
Ricordate come iniziano le classiche barzellette?
C’era un italiano, un inglese e un francese… bé sostituiteli con c’era un lupo mannaro, un vampiro e un’orda di zombie, e avrete gli elementi necessari per uno shaker perfetto di comicità e umorismo che ti terranno incollati alle pagine dall’inizio fino alla fine.
Cosa potrà mai mettere assieme un lupo mannaro brontolone e un vampiro moralista?
Le necessità della vita?
O un tentativo fallito di sbranamento da parte di un lupo mannaro appena nato e fuori controllo ai danni di un vampiro magrolino e allampanato che si trovava per caso a vagare in un bosco a causa di un senso dell’orientamento al quanto penoso?
E nel momento in cui la carne di Earl - a proposito Earl è il vampiro – risulta indigesta al cupo e brontolone Duke - Duke il lupo mannaro – capiscono entrambi che non possono più fare a meno l’uno dell’altro…
… come si suol dire: <<galeotta fu la carne putrida di vampiro non digeribile>>.
E da allora entrambi posarono le basi di una strana amicizia fatta di ripicche, prese in giro e strane e al quanto inusuali lezioni di filosofia da parte di Earl.
È durante uno dei loro viaggi che si imbattono nel Gil’s All Night Diner, nella contea di Rockwood, e attratti dalla prospettiva di un po’ di riposo e di un pasto decente, nel caso di Duke, decidono di fermarsi per qualche ora per poi ripartire per il loro viaggio…
Ma sarà stato davvero un loro desiderio?
O ciò che li ha condotti in quel luogo è qualcosa al di sopra della loro conoscenza?
Una volta entrati al Diner ed essere stati serviti dalla corpulenta e ospitale padrona del locale, Loretta, tutto possono immaginare tranne quello che in realtà si sta per scatenare…
Uno schianto!!!
Una finestra rotta!!!
Oh no!!! L’ennesima finestra rotta!!!
Povera Loretta, quanto le verrà a costare tutto questo, prima che l’attacco di quei cadaveri ambulanti cessi o prima che essi si ricollegano con quel poco di umanità che li ha riportati in vita e ricordino ad usare le maniglie?
Zombie!!! Nove cadaveri ambulanti in diverso stato di decomposizione si riversano nel Diner in cerca di carne fresca e “scalpitante”.
Ma questa è la serata fortunata di Loretta.
E i due amici – bé solo Duke in realtà, visto che Earl è rimasto bloccato con il braccio in uno sterno di uno degli zombie – in quattro e quattr’otto rimandano quei cadaveri ambulanti al creatore una volte per tutte.
Ed è così che inizierà la collaborazione tra “la strana accoppiata” e Loretta: fare in modo che l’attacco quotidiano di zombie cessi e nel frattempo pagarli e offrire vitto – per quello che ne possa ricavare Earl – e alloggio.
Oh! Già che ci sono perché non riparare anche la conduttura del gas?
Ma eliminare l’orda di zombie non basterà.
Dovranno risalire al fulcro del potere, alla causa scatenante di tutto questo… e non sarà facile.
Tra bovini zombie, morti viventi, un fantasma innamorato e una strega adolescente incontrollata in piena libido con un ragazzo sempre arrapato a seguito, A. Lee Martinez ci regala una delirante storia, dove è obbligatorio ridere…
E io ho riso… certo ci sono stati momenti in cui la mia pelle diventava tipo grattugia per alcune parti al quanto sanguinolente, ma questo libro mi ha divertito come non mi capitava da parecchio tempo.
Martinez ha creato due personaggi unici ed eccentrici, perfetti, ben caratterizzati e senza nessuna forzatura: dimenticatevi il detto “la morte ti fa bella”… Earl non c’ha guadagnato niente dalla sua condizione di signore della notte… sempre se ritenete “affascinante” uno strano riporto sulla testa… e Duke è più “giro vita abbondante” che muscoli.
Certo, entrambi attirano per la loro condizione supernaturale, ma niente di più.
Per non parlare della coprotagonista: niente sedere a mandolino o tette da coppa di champagne… Loretta è un gran pezzo di donna… nel vero senso della parola. Un personaggio che non stona affatto per la sua mole, ma che sa affascinare nonostante tante… rotondità. Andatelo a dire a Duke!!!
E tutti gli altri personaggi: Cathy, il fantasma innamorato, Napoleone, il suo fidato cagnolino anche lui fantasma, Tammy, l’adolescente “infernale” in piena libido e il suo fedele fidanzatino sempre arrapato Chad, tutti ben descritti, ben caratterizzati che hanno contribuito a rendere “In trappola al Gil’s Dinner” un cocktail scoppiettante di puro divertimento.
C’era una volta un lupo mannaro, un vampiro, un fantasma, una strega adolescente libidinosa e un’orda di zombie…
… volete sapere come finisce? Bé andatevi a leggere il libro!!!
CONSIGLIATO!!!
Gente, quanto ho riso con questo libro…
Infatti, è con toni umoristici che A. Lee Martinez ci presenta la sua storia.
Ricordate come iniziano le classiche barzellette?
C’era un italiano, un inglese e un francese… bé sostituiteli con c’era un lupo mannaro, un vampiro e un’orda di zombie, e avrete gli elementi necessari per uno shaker perfetto di comicità e umorismo che ti terranno incollati alle pagine dall’inizio fino alla fine.
Cosa potrà mai mettere assieme un lupo mannaro brontolone e un vampiro moralista?
Le necessità della vita?
O un tentativo fallito di sbranamento da parte di un lupo mannaro appena nato e fuori controllo ai danni di un vampiro magrolino e allampanato che si trovava per caso a vagare in un bosco a causa di un senso dell’orientamento al quanto penoso?
E nel momento in cui la carne di Earl - a proposito Earl è il vampiro – risulta indigesta al cupo e brontolone Duke - Duke il lupo mannaro – capiscono entrambi che non possono più fare a meno l’uno dell’altro…
… come si suol dire: <<galeotta fu la carne putrida di vampiro non digeribile>>.
E da allora entrambi posarono le basi di una strana amicizia fatta di ripicche, prese in giro e strane e al quanto inusuali lezioni di filosofia da parte di Earl.
È durante uno dei loro viaggi che si imbattono nel Gil’s All Night Diner, nella contea di Rockwood, e attratti dalla prospettiva di un po’ di riposo e di un pasto decente, nel caso di Duke, decidono di fermarsi per qualche ora per poi ripartire per il loro viaggio…
Ma sarà stato davvero un loro desiderio?
O ciò che li ha condotti in quel luogo è qualcosa al di sopra della loro conoscenza?
Una volta entrati al Diner ed essere stati serviti dalla corpulenta e ospitale padrona del locale, Loretta, tutto possono immaginare tranne quello che in realtà si sta per scatenare…
Uno schianto!!!
Una finestra rotta!!!
Oh no!!! L’ennesima finestra rotta!!!
Povera Loretta, quanto le verrà a costare tutto questo, prima che l’attacco di quei cadaveri ambulanti cessi o prima che essi si ricollegano con quel poco di umanità che li ha riportati in vita e ricordino ad usare le maniglie?
Zombie!!! Nove cadaveri ambulanti in diverso stato di decomposizione si riversano nel Diner in cerca di carne fresca e “scalpitante”.
Ma questa è la serata fortunata di Loretta.
E i due amici – bé solo Duke in realtà, visto che Earl è rimasto bloccato con il braccio in uno sterno di uno degli zombie – in quattro e quattr’otto rimandano quei cadaveri ambulanti al creatore una volte per tutte.
Ed è così che inizierà la collaborazione tra “la strana accoppiata” e Loretta: fare in modo che l’attacco quotidiano di zombie cessi e nel frattempo pagarli e offrire vitto – per quello che ne possa ricavare Earl – e alloggio.
Oh! Già che ci sono perché non riparare anche la conduttura del gas?
Ma eliminare l’orda di zombie non basterà.
Dovranno risalire al fulcro del potere, alla causa scatenante di tutto questo… e non sarà facile.
Tra bovini zombie, morti viventi, un fantasma innamorato e una strega adolescente incontrollata in piena libido con un ragazzo sempre arrapato a seguito, A. Lee Martinez ci regala una delirante storia, dove è obbligatorio ridere…
E io ho riso… certo ci sono stati momenti in cui la mia pelle diventava tipo grattugia per alcune parti al quanto sanguinolente, ma questo libro mi ha divertito come non mi capitava da parecchio tempo.
Martinez ha creato due personaggi unici ed eccentrici, perfetti, ben caratterizzati e senza nessuna forzatura: dimenticatevi il detto “la morte ti fa bella”… Earl non c’ha guadagnato niente dalla sua condizione di signore della notte… sempre se ritenete “affascinante” uno strano riporto sulla testa… e Duke è più “giro vita abbondante” che muscoli.
Certo, entrambi attirano per la loro condizione supernaturale, ma niente di più.
Per non parlare della coprotagonista: niente sedere a mandolino o tette da coppa di champagne… Loretta è un gran pezzo di donna… nel vero senso della parola. Un personaggio che non stona affatto per la sua mole, ma che sa affascinare nonostante tante… rotondità. Andatelo a dire a Duke!!!
E tutti gli altri personaggi: Cathy, il fantasma innamorato, Napoleone, il suo fidato cagnolino anche lui fantasma, Tammy, l’adolescente “infernale” in piena libido e il suo fedele fidanzatino sempre arrapato Chad, tutti ben descritti, ben caratterizzati che hanno contribuito a rendere “In trappola al Gil’s Dinner” un cocktail scoppiettante di puro divertimento.
C’era una volta un lupo mannaro, un vampiro, un fantasma, una strega adolescente libidinosa e un’orda di zombie…
… volete sapere come finisce? Bé andatevi a leggere il libro!!!
CONSIGLIATO!!!
L'ho letto il... 28 Aprile 2012














In uno scenario letterario che vede come protagonisti indiscussi dell’Urban Fantasy i vampiri, non è facile far decollare una storia dove i protagonisti non sono così fascinosi e dove spesso perdono membra e viscere per strada nelle loro andature claudicanti nell’attesa di chiudere le loro fauci in succulente libbre di carne umana possibilmente viva e vegeta.
Ma ultimamente i racconti sugli zombie stanno iniziando a spopolare, che siano dei poveri esseri senzienti emarginati dalla società in quanto etichettati come “diversi” o che siano il classico mostro hollywoodiano da cui bisogna scappare a gambe levate appena se ne sente solo la puzza.
Ed è a quest’ultima categoria che si colloca Il Primo Giorno, romanzo che apre la fortunatissima trilogia di Rhiannon Frater, “L’era del mondo morto”.
Sin dall’inizio… sin dalle primissime frasi, sono rimasta colpita dalla bravura dell’autrice.
In quelle frasi è condensato tutto il dolore e l’orrore di una madre che prende coscienza che il mondo così come lo conosceva solo poche ore prima non esiste più… che se pur consapevole di dover reagire, voltarsi e iniziare a correre, è paralizzata dal terrore e dal senso di colpa di dover abbandonare quelli che fino a pochi istanti prima sono stati i suoi figli… ma le leggi della natura sono state sovvertite… il mondo è impazzito… il mondo è morto.
Sarà l’arrivo “provvidenziale” di una bellissima sconosciuta su un furgoncino scassato, a salvare la vita di Jenni da una morte orrenda per mano dei suoi familiari… o quel che ne è rimasto di loro.
Così inizia l’avventura di due donne, Jenni e Katie, in compagnia di Jack un cucciolo di pastore tedesco, in fuga nelle aride terre texane da un’orda di zombie che sin dalle prime luci del mattino ha raso al suolo intere città.
Tra le due donne si instaurerà una profonda amicizia… con il loro fardello, con un passato dolce e amaro alle spalle, scappano verso un futuro ormai incerto.
Obbligo: NON FERMARSI.
E cosi Katie diventerà la roccia su cui si aggrapperà l’insicura Jenni, vedendo in lei una figura forte e autorevole che riuscirà a portare entrambe verso la salvezza.
Non starò qui a narrarvi la storia, il mio consiglio è quello di leggere il libro e scoprire da voi il susseguirsi degli eventi e vi garantisco che ne varrà la pena.
Ma voglio parlarvi di quello che mi ha trasmesso questo libro…
Quello che più mi ha colpito de Il Primo Giorno è che il libro è un inno alla vita…
Già, sembra strano vero?
O vi sembrerò io uscita definitivamente fuori di testa…
Un libro che parla di zombie, come cavolo può essere un inno alla vita?
Nonostante il mondo stia andando allo sfracello… nonostante il mondo di una volta non esiste più, quei pochi uomini (inteso come genere umano) rimasti in vita e illesi hanno deciso di VIVERE e non sopravvivere.
Anche se le prospettive di una vita tutte rose e fiori sono pari a zero, non ha più nessuna importanza guardasi alle spalle e piangere un passato idilliaco… forse non ha nessuna importanza guardare a un possibile futuro… ormai non c’è più niente di certo.
Ma perché non vivere la giornata così come si presenta: se nella spensieratezza o nel terrore di essere sbranati vivi da quelli che una volta erano i tuoi vicini di casa… ma l’importante è gioire delle piccole vittorie, guardare agli sbagli come un possibile insegnamento e andare comunque avanti fino ad attendere il domani.
Come si dice… perché non vivere alla giornata?
“Dopotutto, domani è un altro giorno”
Inoltre è un libro che parla di amicizia, pura e incondizionata… un’amicizia che nasce nelle condizioni più nefaste e pianta le sue radici in un mondo in bilico ma che è destinata a durare per sempre…
Ed è un libro che ci fa capire che in un mondo di morte e distruzione c’è sempre spazio per l’amore... ci incoraggia a non avere paura di innamorarsi di nuovo… aprire nuovamente il nostro cuore e ridargli la capacità di gioire e amare…
Ora, cari amici, questo è o non è un inno alla vita.
Insieme alle due protagoniste ho vissuto momenti di vera angoscia…
Insieme alle due protagoniste ho vissuto momenti tristissimi…
Insieme alle due protagoniste ho vissuto momenti divertenti…
Insieme a loro, ho gioito e pianto.
Un libro che vale la pena leggere…
CONSIGLIATO!!!